Il mese che Darwin trascorse alle Galapagos nel 1835 segnò per sempre scienza, filosofia e teologia sull’origine degli esseri viventi, accendendo un dibattito tra creazionisti ed evoluzionisti che continua ancora oggi vivace. Centosettancinque anni dopo, non il brigantino Beagle ma il confortevole Galapagos Explorer II ci porta di isola in isola tra sule dalle zampe celesti, otarie, lontre marine, pinguini, iguane e tartarughe, felicemente privi della naturale diffidenza verso il più grande nemico della natura, l’uomo. Prima di arrivare alle Galapagos visitiamo l’Ecuador, partendo da Quito, città di grandi contrasti, capitale Patrimonio dell’Umanità, con un centro coloniale ricchissimo di monumenti e immutato nei secoli. Ci aspettano poi una città-fortezza precolombiana e haciendas di epoca coloniale, la ferrovia più tortuosa del mondo e la natura esplosiva dell’altopiano tra vulcani e foreste avvolte dalle nebbie: per condividere le esperienze di un altro grande naturalista ed esploratore, il tedesco Alexander von Humboldt.